Allein Gott in der Höh sei Ehr BWV 663 - Paolo Puliti organista

Vai ai contenuti

Dove c'è musica di devozione, Dio è sempre a portata di mano con la sua presenza gentile  (J. S. Bach)

Johann Sebastian Bach: trittico per organo "Allein Gott in der Höh sei Ehr" dai Corali di Lipsia
ovvero
"Il Gloria in Excelsis Deo" nella liturgia luterana

I l   c o r a l e   "A l l e i n   G o t t   i n   d e r   H ö h   s e i   E h r", B W V   6 6 3
(c a n t o   f e r m o   o r n a t o   a l   t e n o r e)

O Jesu Christ, Sohn eingebor'n
Deines himmlischen Vaters,
Versöhner der'r, die war'n verlor'n,
Du Stiller unsers Haders,
Lamm Gottes, heil'ger Herr und Gott,
Nimm an die Bitt' von unsrer Not,
Erbarm' dich unser aller!



O Gesù Cristo, figlio unigenito                         
del tuo Padre celeste,                          
riconciliatore di coloro che erano perduti,
pacificatore della nostra discordia,
Agnello di Dio, Santo Signore e Dio:
accogli la preghiera della nostra miseria,         
pietà di tutti noi!



Dalla tonalità di la maggiore (il Padre) del precedente corale si passa a quella di sol maggiore (il Figlio), una tonalità chiara e luminosa.
Questo secondo corale è la risposta al primo dove, come già visto, grazie alla benevolenza di Dio, viene raggiunta una pace infininita e i dolori hanno termine.
Inizia in stile fugato in un clima di raggiunta gioia con una variazione sul tema del cantus firmus.
Alla battuta 16 entra la voce di tenore con il canto fermo ornato in una vocalità più umana, di chi ha raggiunto lo stato di grazia:



Alla battuta 34 si ritornellano le prime 33 battute. È la preghiera al Cristo, disceso fra i mortali, colui che con il proprio sacrificio ha ottenuto la riconciliazione fra Dio e gli uomini che si erano perduti nel peccato.
Nelle battute 67, 68, con termine sul primo tempo della battuta 69, le voci di soprano e contralto, in una sorta di progressione discendente su un pedale di tonica alla voce di tenore e alla voce di basso (pedaliera), rendono molto bene l’immagine di Gesù disceso sulla Terra:


Dopo l’invocazione al Cristo Redentore affinchè  accolga le preghiere a Lui rivolte (battute 78-86), troviamo alle battute 95, 96 e 97 un richiamo al dolore che è stato (voce di tenore) ma ormai superato grazie a Gesù stesso:

L’ultima entrata della voce di tenore alla battuta 106, fino alla conclusione del pezzo, è l’invocazione alla pietà per tutti i peccati commessi.
Alle battute 119 e 120 troviamo un caso analogo a quello individuato alle battute 67 e 68 già citate a confermare ulteriormente l’immagine di Gesù disceso fra gli uomini.
Dalla battuta 122, su un doppio pedale di tonica, voce di tenore e voce di basso (pedaliera), abbiamo una progressione ascendente di minime (voce di soprano e voce di contralto) disposte per sesta che portano alla conclusione con un accordo perfetto maggiore  di tonica nella regione medio-alta dello strumento.
È l’ascesa di Cristo alla Casa del Padre: Gesù lascia l’uomo fisicamente ma sarà sempre presente nel suo cuore.
È abbastanza spontaneo il riferimento al testo del corale Jesu bleibet meine freude:

Jesus bleibet meine freude
Meines Herzens Trost und Saft,
Jesus wehret allem Leide,
Er ist meines Lebens Kraft,
Meiner Augen Lust und Sonne,
Meiner Seele Schatz und Wonne,
Darum laß ich Jesum nicht
Aus dem Herzen und Gesicht.


Gesù rimane la mia gioia,
consolazione e linfa del mio cuore,
Gesù (mi) protegge da ogni dolore,
è la forza della mia vita,
piacere e sole dei miei occhi,
tesoro e delizia della mia anima;
perciò non lascio (uscire) Gesù
dal cuore e dalla vista.


Webmaster: Paolo Puliti Collaborazione: Federica Frediani
Torna ai contenuti