Gli incontri di Gesù nel Vangelo VII - Paolo Puliti organista

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Dove c'è musica di devozione, Dio è sempre a portata di mano con la sua presenza gentile  (J. S. Bach)

I contenuti di questa pagina sono stati scritti appositamente per me dal carissimo e indimenticabile amico
Gualtiero Sollazzi che è tornato al Padre 1l 18 luglio 2018

I Magi

Meditiamo sul secondo dei due incontri silenziosi di Gesù, quello con i Magi. Il primo, già affrontato, è stato coi pastori.
Il silenzio è eloquente e vi è tanto da imparare.
Per i Magi, ecco la pagina evangelica di Matteo che li racconta:


E’ necessaria qualche chiarificazione
- Chi erano i Magi?
Per Matteo, si tratta di una categoria di persone pie, degne di stima, visto che Dio  si rivolge a loro. Tanti pensano che fossero degli studiosi che indagavano anche il cielo.

- Quanti erano?
Il Vangelo non ce lo dice, la tradizione ne racconta tre (pensando ai doni che portano…) E ne dice anche il nome: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre come si legge, per esempio, in una formella nel duomo di Faenza.

- La stella: sicuramente un segno importante per questi personaggi.
Si è discusso sulla stella: chi pensa a una congiunzione di pianeti, o a una stella debole che per un’esplosione interna sprigiona una grande luce, o a una cometa. Gli scienziati continuino su questa discussione. Per i Magi fu un richiamo a cercare e ad andare. La stella per loro è una luce.


Il Vangelo
(Mt 2, 1-12)


1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme  2e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».  3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.  4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo.  5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
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E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele
».

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Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella  8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
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Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.  10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.  12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Sacerdoti e scribi.
Indicano con esattezza, citando la Parola, dove il Messia deve nascere. "A Betlemme in Giudea!" Loro sanno, ma non cercano. Si chiudono loro pure alla luce.

Erode
I magi cercano il "Re dei Guidei" a Gerusalemme, la capitale. Lì vi è Erode che si allarma. Chiama i sacerdoti per sapere, e sa. Anche i Magi ascoltano. Lui con malizia vuol conoscere dove si trova il bambino, ma per farlo fuori. Lui si chiude alla luce.


Per altra strada:
Nel ‘sogno’ cioè in una rivelazione, i Magi sono avvertiti di non ripassare da Erode. La loro via sarà diversa: non si va ai palazzi, ma si va sulle strade del mondo per dire che la "Luce vera" è presente fra gli uomini.


Vanno, trovano, adorano
La stella, di fronte alla quale i Magi "provano grandissima gioia" li guida alla casa dove è Gesù. Loro non si sorprendono di un Re che abita così poveramente e dei suoi genitori: In silenzio, adorano e offrono: oro, incenso e mirra. In questi doni, i maestri di vita spirituale hanno voluto scorgerci profeticamente, nella mirra, la crocefissione; nell’oro, la resurrezione, nell’incenso la glorificazione.


Da notare:
La visita dei Magi è chiamata Epifania.  La parola è di origine greca e significa  Manifestazione. Il Signore, infatti si manifesta, si rivela ai Magi e da quel giorno vuol rivelarsi nei secoli a ogni uomo e donna.

Un detto popolare:
"La Pasqua/Epifania, tutte le feste si porta via"
Sembra uno strano accoppiamento ma la sapienza popolare aveva già intuito come questa festa è un primo squarcio di luce che rivela chi è Gesù. L’Epifania è il primo bagliore ma sarà la Pasqua la totale manifestazione (Epifania) di Dio, Risorto da morte, Salvatore dell’uomo, e che siede alla destra del Padre.

Da riflettere:

- I Magi sono stati infaticabili cercatori di Dio. E noi?
- Solo loro hanno creduto a una Parola che altri già conoscevano e che non hanno ascoltata. Noi ascoltiamo soltanto o "vista la stella" inondati cioè dalla luce, ci mettiamo in cammino verso Betlemme?
- Trovato Gesù, i Magi ritornarono "per altra via". Noi, trovato il Signore, sentiamo che occorre talvolta cambiare strada per non perderlo?
- L’Epifania non deve essere solo un nome ma una programma: manifestare! Dobbiamo essere  ‘Epifania di Dio’ cioè: manifestare Lui nella nostra vita. Chiamati a essere ‘Epifania e stelle’: trasparenza di Cristo e Luce del mondo. Come ci vuole Gesù: "Voi siete la luce del mondo!"


Preghiamo

Gualtiero Sollazzi

Signore,
Tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di Te che solo quando ti trovano hanno pace;
fa' che al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà, e stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in Te, unico e vero Dio, Padre di tutti.   
Amen.


Webmaster: Paolo Puliti Collaborazione: Federica Frediani
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