Il Canto - Paolo Puliti organista

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Dove c'è musica di devozione, Dio è sempre a portata di mano con la sua presenza gentile  (J. S. Bach)

I contenuti di questa pagina sono stati scritti appositamente per me dal carissimo e indimenticabile amico
Gualtiero Sollazzi che è tornato al Padre il 18 luglio 2018

Il Canto

Cantare: un'esigenza dell'uomo.
Per esprimere quello che le sole parole non riescono a dire.
Per far vibrare di gioia, per sostenere la pena, per inneggiare alla vita e per dare alla stessa morte sollievo e speranza.

Nella Bibbia


Il canto è sempre stata la via privilegiata per lodare e supplicare Iddio. Il popolo dell'Alleanza  sempre ha cantato al suo Signore quasi in obbedienza al comando del Libro: "Cantate inni con arte!" Canti bellissimi, struggenti, solo sospesi nei momenti gravi dell'esilio quando il popolo, forzato a cantare, rispondeva dolente: "Come cantare i canti del Signore in terra straniera?" Ma Israele mai s'è stancato di inneggiare al suo Dio con espressioni straordinarie, colme di fede e di arte.





"E' bello dar lode al Signore - e cantare al tuo nome, o Altissimo. Annunziare al mattino il tuo amore - la tua verità nella notte profonda".

"Innalzerò al mio Dio un canto nuovo - Signore, grande sei tu e glorioso - mirabile nella tua potenza e invincibile.



Qualche accenno




"Amore e giustizia voglio cantare - voglio cantare inni a Te o Dio".

"A te voglio cantare davanti agli Angeli"

"Glorifica il Signore, Gerusalemme - loda o Sion, il tuo Dio".

Oggi




Anche oggi la Chiesa continua a cantare. Con il linguaggio del tempo, con una musica segno anch'essa dell'attuale  momento storico. Non tutta bella, non tutta di grande arte, ma sempre tesa a dire a Dio il "grazie" e a chiedere per tutti "perdono".

C'è, viva, la partecipazione al canto nelle chiese; si rileva facilmente che nelle assemblee liturgiche si canta volentieri da parte dei fedeli.

Assai interessante, infine, il fenomeno dei giovani. Anch'essi cantano al Signore. Con i loro modi e i loro strumenti, con la loro fantasia creatrice, con vero entusiasmo, dando alle celebrazioni indubbia freschezza.


La Chiesa


La Chiesa da sempre canta. Ha addirittura una sua 'musica': il canto gregoriano, di bellezza eccelsa. I testi sono biblici al 99%, in lingua latina, la lingua della Chiesa cattolica.

Generazioni e generazioni hanno cantato le lodi del Signore: dalla parrocchia più povera e sperduta, alle splendide cattedrali delle città. Ovunque il canto ha fatto da 'colonna sonora' alla preghiera. Se si pensa, poi, ai monasteri, come non ricordare "l' Opus Dei", l'opera di Dio, un cammino monastico con Dio al centro, e che trova il suo culmine nella Liturgia celebrata in canto?

La Comunità cristiana
continuamente dice al suo Signore, nel canto, la lode, la supplica, la gioia per le meraviglie della salvezza. Canta ammirata per le "grandi cose" compiute da Dio nella Vergine Maria, e non dimentica il suffragio per i fratelli chiamati alla Casa del Padre.


Invito


Il canto è segno della festa al banchetto del Padre.
Quella festa è la vera meta del credente.

Il canto accompagna questa stupenda processione verso il cielo, e deve dare gioia e speranza ad un cammino non sempre facile.

Mettiamo nell'intimo di noi uno straordinario suggerimento.
E' di Agostino, il convertito, l'innamorato di Dio. Oggi ancora è di stupefacente attualità ,esigente e struggente:
Canta, ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina. Che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità. Vi sono infatti, secondo l`Apostolo, alcuni che progrediscono si, ma nel male. Se progredisci è segno che cammini, ma devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede,  devi progredire nella santità. Canta e cammina.


Qualche domanda


Partecipando all'Eucarestia domenicale, sono convinto che  il canto ne è componente importante?

Ho presente che non basta cantare, ma devo fare del canto vera preghiera?

Un grande cercatore di Dio, si commosse fortemente, quando entrato un giorno nel Duomo di Milano dove celebrava sant'Ambrogio, udì dalla folla un "Amen" che, scrive, "gli sembrò un tuono" da come era partecipato e cantato.

Un celebre autore francese, ateo, si convertì quando, entrato a Parigi in Notre Dame,   ascoltò, rapito, il canto del "Magnificat".

Mi dicono niente questi episodi per fare del canto testimonianza viva del Signore?


Webmaster: Paolo Puliti Collaborazione: Federica Frediani
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