5 ottobre 2008 - Copia - Paolo Puliti organista

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Il Vangelo della domenica

(5 ottobre 2008)


Mt 21,33-43
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.


+ In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».



La "pietra scartata" è il Crocefisso. E' Lui, 'Uomo del dolore che conosce il soffrire', Lui, il tempio distrutto dall'odio forsennato, Lui, che 'non ha né aspetto né decoro'. Ma quel Messia sconfitto, umiliato fino in fondo con la croce, squarciato dalla lancia, risorge. Appare ai suoi, umili pescatori, e a donne che hanno seguito e amato il Rabbi di Nazaret. E' risorto, come aveva detto, "il più bello fra i figli degli uomini", Dio con noi. La 'pietra scartata' diventa "angolare" cioè sostegno forte e sicuro di chi vorrà essere discepolo.
La vigna di cui si parla è la Chiesa. Che è solo di Dio. Non ce ne possiamo appropriare per i nostri disegni egoistici; e non possiamo rifiutare e magari perseguitare i 'profeti' che il Signore anche oggi manda. Profeti scomodi che insegnano pace, che chiamano a fraternità, che ci insegnano come si ama gli ultimi soprattutto. Ma il Figlio va accolto. Il Cristo che ci visita per fare della vigna un giardino fiorito gradito al Padre. UcciderLo ancora con la nostra indifferenza, col non voler ascoltare la sua parola che salva, significa condannarci con le nostre mani. Riconoscerlo invece, e crederlo, significherà godere domani del vino di quella vigna eletta e preziosa.
E' consolante sapere che "la vigna del Signore è il suo popolo".
Facciamo nostra, lietamente, l'espressione bellissima di Isaia: "Canterò per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna".



Gualtiero Sollazzi


Webmaster: Paolo Puliti Collaborazione: Federica Frediani
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